Libero Bigiaretti

Una testimonianza su «Isabella delle acque»

 

 

Caro Giancarlo,

ho dovuto aspettare di poter disporre di un po’ di tempo non frammentario per poter leggere la tua Isabella. Annusando le pagine, un po’ da vizioso, avevo capito che la lettura sarebbe stata impegnativa: un corpo a corpo, al quale, francamente, non ero preparato: Ero preparato a leggere altro di tuo: qualcosa che mi portasse notizie della tua intelligenza aguzza e sensibile. Invece mi sono trovato sotto gli occhi un libro da sillabare come un poema. Meno male, dopo tanti grigi e ovvii pretesti narrativi che mi tocca leggere (e magari scrivere); meno male, dico adesso, che il Buzzi si è acceso, eccitato in questo modo e poi, con bravura, ha domato l’eccitazione. Non quella verbale, ma quella più importante: quella morale, quella intima e religiosamente letteraria. Deve averti spinto un bisogno autentico di assoluto e direi, se la parola non facesse schifo, di purezza. Voglio dire la purezza che è dei pensieri assoluti, figure assolute (come Isabella), sentimenti e sensi assoluti. Forse non mi spiego chiaramente: scrivo in fretta, chiuso il libro. Domani non potrei. La tua Isabella, oppure la tua coscienza chiamata Isabella, è una gran figura: di regina, di amante, o di santa. Non so bene, so che Isabella è autenticamente inventata, insieme con il suo pezzetto di Milano e la sua sincerità carnale. Mi piace molto. Ma all’inizio la storia mi ha urtato: quella prosa che non riesce a diventare eloquio, discorso, racconto, come invece succede dopo qualche pagina. Al principio mi pareva un campione affatturato di merce dubbia: poi si va avanti e il campione appare inadeguato, la merce affascina. Mi dispiace, scusami, ma non posso fare un discorso critico sul momento. Posso solo registrare le mie impressioni: diffidenza, interesse, ammirazione e da ultimi, di colpo, comprensione. Così mi sembra. Bravo, bravissimo. Vorrei parlarti a lungo e domandarti se pensi che questo bellissimo record resti imbattibile per te. Se lo batterai anche di un secondo, beato te. Tanti auguri, e le congratulazioni più sentite.

 

(Lettera a Giancarlo Buzzi, 28 gennaio 1968)

 

 

Libero Bigiaretti, Una testimonianza su «Isabella delle acque», in AA.VV., Su «Isabella delle acque» di Giancarlo Buzzi, «Quaderno n. 2», supplemento a «Testuale», XIII (1996), 20-21, p. 14.

 

 

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